sabato, ottobre 25, 2008

Povera Patria


Tutto esaurito a la Cigale, vicino a casa.
Dopo 20 anni di assenza, il maestro Battiato chiama a raccolta frotte di italiens di Paris, di tutte le età e origini.
Look discutibile, abito grigio ampio e camicia rosso scuro abbottonatissima.
Con una band giovane e rock infiamma la sala con L'era del cinghiale bianco.
Dei catanesi lanciano una bandiera della città dal loggione.
E poi tutti in silenzio, con il magone, a riascoltare Povera Patria. Brividi.
Ancora piu forti da lontano.

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.

1 Comments:

Anonymous Milton Gladio said...

Visto che gli danno ancora retta al kossighino?

4:15 PM  

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