lunedì, gennaio 23, 2006

Sabato a Williamsburg

Williamburg è una zona di Brooklyn, cioè parte di quello che dovrebbe essere un distretto periferico (come si legge sulle guide) di New York. In realtà di questa zona da tempo se ne parla come del nuovo Lower East Side, nel senso di un quartiere popolato per lo più da artisti, studenti e altre varie simpatiche amenità.

Ci abita anche qualche mio amico così si è deciso per la gita. Che poi richiede davvero poco tempo ... e così via lungo queste strane strade molto larghe con le case molto basse (gli artisti si spostarono qua per la gran quantità di luce naturale che entra nei loft e negli appartamenti): un inaspettato susseguirsi di gallerie d'arte e negozi cool, bar e ristoranti, e tanti giovani sonnolenti che gironzolano lentamente per le strade.

Brunch con bloodymary e poi vista mozzafiato di trequarti dello skyline di Manhattan, quasi con i piedi nell' acqua nello sgangherato parchetto pubblico.
E poi ancora in giro grazie al sole e al cielo azzurro per finire fuori dal mondo, in quella parte cioè dove vivono gli ebrei ortodossi: cappelli circolari mai visti e abiti neri, treccine e barbe per gli umoni e donne rapate, terrazzi fuori ordinanza per riti estivi e così via.
E poi birre e librerie, ancora gallerie per poi finire in un ristorante messicano e poi ancora in un locale per l'ultimo drink con musica dal vivo.

Tutto lento, quasi europeo. Una patina speciale sulle cose.
Mi sorprende il sentirsi quasi a casa, con in più tanta varietà da noi difficile da trovare.
Si fa tardi ed è l'ora dei saluti. Si scende in metrò a mezzanotte, dove ci aspetta una folla variopinta ... lo spettacolo continua.
Eccoci a casa, in una Manhattan che ci sembra un pò imborghesita e un pò meno vitale, per una volta. Ma penso sia solo un'impressione.
Comunque la scoperta è che New York non è solo Manhattan.
O meglio, che può essere anche altro per chi ha voglia di guardarsi intorno.

Un'altro piccolo più che dà un pò di forza alle scelte prese.

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Ebrei ortodossi. Donne rapate=donne mestruate. Devono seguire trecento e passa precetti sapienziali, da cui non si sfugge. Per loro gli altri sono 'goi', maiali infedeli. Se li fotografi s'incazzano di brutto, non possono vedere film, nè giocare ai videogame. Sullo schermo degli aerei possono guardare solo la mappa di viaggio. Quando ci vedremo ti spiego a cosa servono le treccine maschili.

Perchè il giorno della memoria ci ricordi, comunque, quanto stronza riesce ad essere la religione.

Good life.

4:26 PM  

Posta un commento

<< Home